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Autonomia

Autonomia

Il progetto di Autonomia dell’Associazione Down D.A.D.I. si svolge a Padova e nell’adiacente Comune di Limena.

Le strutture abitative sono due:

  • CASA VELA, dove si svolge il Progetto Navigando (educazione all’autonomia);
  • CASA PONTE, dove si svolge il Progetto Mettiamo su casa (percorso di autonomia abitativa).

Il Progetto di Autonomia è nato nel 2004 e attualmente vede coinvolti 55 ragazzi, quasi tutti con la Sindrome di Down. Le  finalità del Progetto sono:

  • rendere il ragazzo il più possibile autonomo sotto molteplici aspetti, per far sì che ci sia una sua integrazione viva e attiva nel territorio;
  • offrire ai ragazzi con Sindrome di Down la possibilità di mettersi alla prova nella gestione della vita quotidiana.

L’obiettivo generale è lo sganciamento dalla famiglia, per una vita in prospettiva il più indipendente possibile, con tempistiche volte ad evitare che il ragazzo si trovi in situazioni spiacevoli, come in caso di scomparsa dei genitori.

L’impegno ed i risultati ottenuti in questi anni danno forti speranze per credere che, anche per questi ragazzi, sarà possibile un giorno vivere una vita semiautonoma, all’interno di “vere” case, con il semplice aiuto di una figura quale l’assistente sociale o un educatore che faccia da garante al processo abitativo.

Questo cammino non desidera solo insegnare ai ragazzi a “fare da soli”, ma intende anche porli nella condizione di imparare a capire e soddisfare i propri bisogni, desideri e sogni, e a prendere decisioni giuste e indipendenti per il proprio bene e per quello altrui. Così facendo speriamo di educare i bambini e i ragazzi disabili a diventare cittadini adulti, attivi ed integrati nelle nostre città.

NAVIGANDO

Il Progetto NAVIGANDO vuole incentivare e sviluppare l’autonomia attraverso percorsi strutturati in piccoli gruppi (max 5/6 persone), con pernottamento,  a partire da 12/13 anni. Le  attività vengono svolte in sinergia con le famiglie, che sono coinvolte attivamente nel processo educativo del ragazzo.

Lo sviluppo dell’autonomia personale, domestica e sociale renderà questi ragazzi “abili” alla vita adulta. Ciò significa che li potremo vedere al supermercato, in discoteca, in autobus,in vacanza, in birreria o per strada abbracciati alla propria ragazza, così come vediamo i loro coetanei.

Gli step del percorso sono diversi:

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MOZZI (dai 12 ai 15/16 anni)

Si lavora sulla presa di coscienza di sé e del proprio ruolo (lavoro sui dati personali), creazione di un gruppo che impara a collaborare, rispetto delle regole (in casa, per strada, nei negozi), iniziale gestione delle autonomie domestiche. 2 incontri al mese.

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MARINAI (dai 15/16 ai 18 anni)

Si inizia a lavorare sulla cucina (preparazione dei pasti, la spesa al supermercato), sulla camera da letto (farsi il letto, igiene personale…) e sulle relazioni di gruppo. 2 pomeriggi al mese, ed un weekend corto.

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SKIPPER (dai 18 ai 22 anni)

In questa fase, gli obiettivi iniziano ad essere più complessi. Si parte con il saper condividere la stanza con un amico, saper scegliere come vestirsi, sapersi comportare nei locali pubblici, per arrivare a trascorrere una notte fuori dal contesto familiare. La presenza dell’operatore viene progressivamente ridotta, in base alla risposta del gruppo. Importante il lavoro con le famiglie per progettare una reale vita autonoma, attenzione alla sfera affettiva, sviluppo della capacità di portare avanti percorsi stradali in maniera autonoma, pieno utilizzo dei servizi del territorio, sviluppo dell’autodeterminazione. 1 weekend lungo al mese e 1 incontro pomeridiano.

L’obiettivo primario è insegnare la miglior autonomia possibile, cercando di salvaguardare sia i loro desideri che le necessità delle famiglie, sostenendole e rimanendo sempre a disposizione.

METTIAMO SU CASA

Dopo aver imparato le basi, bisogna metterle in pratica nella quotidianità. Questo progetto prevede la sperimentazione di ciò che si è imparato durante il precedente progetto Navigando, attraverso la convivenza in gruppo dei ragazzi, per intere settimane, staccati dalle famiglie.

CAPITANI (dai 22/23 anni in poi ).

Questo è l’ultimo step prima di andare a vivere da soli, in cui i ragazzi devono dimostrare di saper affrontare una/due settimane in piena autonomia mantenendo attive tutte le attività, dal lavoro allo sport, alle relazioni personali di ciascuno. Il lavoro sulle relazioni è primario, come anche il lavoro con le famiglie.

“Quale futuro per mio figlio?”, è la domanda che spesso si pone un genitore di un ragazzo con disabilità. La risposta sta nell’incentivare un distacco graduale  dai genitori mettendo alla prova l’autonomia sviluppata durante le varie attività. Fondamentale è  Il ruolo della famiglia: fra educatori e genitori si crea una sorta di “alleanza” a supporto del Progetto, indispensabile affinché il ragazzo raggiunga davvero l’indipendenza.

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pasta carbonara
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Ancora una volta la grande sfida per gli operatori è quella di creare tutti quei supporti e quelle facilitazioni necessarie a svolgere gli impegni legati alla quotidianità in modo autonomo anche da chi ha un handicap di tipo Intellettivo.

I ragazzi che frequentano questo percorso spesso dimostrano di saper raggiungere gli obiettivi previsti, e il percorso di autonomia generalmente potenzia molto le loro  abilità quotidiane, dal prendersi cura della propria persona, a gestire le mansioni della cura della casa, a percorrere percorsi stradali, a gestirsi il tempo libero.

PER INFORMAZIONI

Per informazioni, appuntamenti o colloqui contattare la Dott.ssa Jehona Sehu – Coordinatrice (jehona.sehu@downdadi.it / +39.327.2354404)